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Notizie a cura dei farmacisti di Farmacia Serri

Archivi per la categoria ‘STAGIONI’

Pelle e sole

mercoledì, 24 giugno 2015

La pelle è l’organo più esteso del corpo ed è costituito da più strati.

Tipi di pelle

Esistono differenti tipi di pelle: normale, grassa e impura a tendenza acneica, secca, mista, sensibile.

  • La pelle normale si presenta con un colorito chiaro e roseo, liscia al tatto. L’idratazione è ottimale così come la microcircolazione.
  • La pelle grassa e impura a tendenza acneica appare lucida, oleosa, con presenza o meno di comedoni (punti bianchi o neri). Il colorito è spento, la trama irregolare con pori dilatati.
  • La pelle secca è ruvida al tatto, poco elastica, screpolata, con trama irregolare. Il colore è spento, si desquama facilmente e manifesta un invecchiamento cutaneo precoce a causa del diminuito contenuto idrolipidico dello strato corneo.
  • La pelle mista si colloca tra la pelle grassa e secca. La composizione del film idrolipidico è variabile nelle differenti aree del volto.
    Infine la pelle sensibile è fragile, reagisce negativamente agli agenti fisici e chimici, a volte risulta arida.

Tra i fattori che condizionano e che possono visibilmente alterare l’aspetto naturale della pelle vi sono le abitudini di vita, i fattori atmosferici, l’umidità, la temperatura e le radiazioni UV del sole.
Conoscere il proprio tipo di pelle è importante per saper scegliere i prodotti ed i trattamenti cosmetici più adeguati per proteggerla.

Fotoprotezione

I raggi luminosi emessi dal sole arrivano sulla Terra sotto forma di radiazioni che, a seconda della lunghezza d’onda, possono classificarsi in radiazioni visibili, UVA, UVB, UVC (ultravioletti A, B e C) o infrarossi.
Di questi i raggi ultravioletti sono i più energetici e conseguentemente quelli maggiormente responsabili di possibili effetti nocivi alla pelle.
Gli UVA danneggiano la pelle in profondità, in quanto raggiungono gli stati profondi della pelle, in particolare il tessuto connettivo, causando perdita di tono, invecchiamento precoce e rughe.
Gli UVB penetrano negli strati più superficiali della pelle abbronzandola velocemente. Se la dose a cui ci esponiamo è troppo forte la pelle si arrossa e si verifica la scottatura, a seguito della quale si attiva il sistema di riparazione cellulare. A lungo termine si può arrivare alla degenerazione neoplastica.
È pertanto importante proteggere la pelle in quanto i danni causati dalle radiazioni UV rimangono per tutta la vita. La pelle si autoprotegge dai danni solari producendo melanina che assorbe e respinge parte delle radiazioni solari, ma spesso questo non è sufficiente e occorre ricorrere a specifiche protezioni. Ogni arrossamento o formazione di bolle da parte della pelle causa infatti un danno al DNA che, se di una certa gravità, porta alla formazione di cellule tumorali.

La protezione solare più adeguata dipende dal tipo di pelle del soggetto. A tale proposito si possono individuare sei fototipi di pelle e i relativi gradi di protezione consigliati:

  • fototipo I – raggruppa i soggetti con carnagione molto chiara, con capelli biondi o rossi, occhi chiari e presenza di lentiggini. La pelle in questi casi è molto sensibile, si arrossa facilmente e tende a scottarsi. La reazione al sole è elevata con il rischio di eritemi, macchie e danni anche permanenti. L’abbronzatura è lieve o inesistente. Per questi soggetti è consigliata protezione con SPF 50+;
  • fototipo II – raggruppa i soggetti con carnagione chiara con efelidi, capelli biondo scuro o castano chiaro, occhi chiari. La pelle è piuttosto delicata ed è frequente che si scotti o che sviluppi eritemi. L’abbronzatura è leggera e dorata solo dopo alcune attente esposizioni. Per questi soggetti è consigliata protezione con SPF 50+, 50;
  • fototipo III – raggruppa i soggetti dal colorito medio, con capelli di colore castano, occhi chiari o scuri. Questi individui si abbronzano facilmente in modo omogeneo, ma si possono anche scottare per un’esposizione intensiva al sole. Comunque il rischio di eritemi è inferiore. L’abbronzatura aumenta progressivamente con le esposizioni e diventa intensa e pronunciata. Per questi soggetti è consigliata una protezione con SPF 50 i primi giorni per poi passare a un SPF 30;
  • fototipo IV – raggruppa i soggetti con carnagione olivastra, capelli scuri, castani o neri, e occhi scuri. Grazie ai buoni livelli di melanina questo tipo di pelle è poco sensibile, ma non è immune dalle scottature, anche se piuttosto rare. È facile abbronzarsi già dalle prime esposizioni e mantenere il colore a lungo. Per questi soggetti è consigliata una protezione con SPF 50 i primi giorni per poi passare a un SPF 30;
  • fototipo V – raggruppa soggetti con carnagione da olivastra a scura, capelli molto scuri o neri, occhi scuri. Gli alti livelli di melanina fanno sì che questi individui difficilmente si scottino, scongiurando così il rischio di eritemi e irritazioni solari. Spesso questi soggetti hanno un aspetto che sembra naturalmente abbronzato. Per questi soggetti è consigliata protezione con SPF 25;
  • fototipo VI – sono le persone di pelle nera, capelli neri e occhi scuri. Non si scottano mai. Per questi soggetti è comunque consigliata una protezione con SPF 20,15.

Non dimentichiamo i bambini

La pelle di un bambino è diversa, più morbida, sensibile e vulnerabile. La pelle giovane guarisce più velocemente della pelle più vecchia, ma è meno capace di proteggersi dalle ferite, incluse quelle provocate dal sole. Anche la piccola quantità di protezione data dalla melanina non è completamente presente alla nascita e ci vogliono anni prima che lo sviluppo della protezione si completi. Nel frattempo, la pelle del bambino è più soggetta alle scottature solari e ad altri danni.
Le scottature, si sa, provocano dolore, e possono essere molto pericolose. Una brutta scottatura può causare infatti disidratazione, febbre, svenimenti, shock, pressione sanguigna pericolosamente bassa e battito cardiaco irregolare.
Per una pelle giovane è pertanto meglio preferire una crema, senza profumazione, con SPF 50+. La protezione solare deve essere applicata uniformemente su tutto il corpo, senza dimenticare le orecchie, il naso e le labbra del bambino e la zona intorno agli occhi. Occorre stenderla prima di uscire e riapplicarla ogni due ore, più spesso se il bambino gioca in acqua o suda molto.
È sempre opportuno poi tenere i bambini piccoli al riparo dal sole quanto più possibile durante il loro primo anno di vita. È bene coprite il bambino ad alto rischio (carnagione chiara con capelli biondi rossi e occhi chiari) con un cappello, maglietta a maniche lunghe e pantaloni lunghi. Per i neonati, una carrozzina con una tettoia è preferibile a un passeggino aperto. Per un bambino più grande, è preferibile dotare il passeggino con tettoia o con un ombrellino.

Le proprietà della castagna

lunedì, 27 settembre 2010

La castagna è il frutto autunnale per eccellenza e possiede interessanti proprietà sia da un punto di vista nutrizionale che farmaceutico.
È composta per il 50% circa di acqua, poi minerali fra cui fosforo, potassio, ferro e cloro, vitamine idrosolubili, in particolare la B1, B2, B3, B9, B12 e C, insieme a proteine e soprattutto carboidrati.

Alimento energetico

La presenza di amidi e di zuccheri facilmente assimilabili la rende un alimento molto nutriente ed energetico, e quindi adatto nei casi di anemia, stress psicofisico, magrezze e inappetenze.

Farine, marmellate e “latte” di castagna

La difficile conservazione causata dalla alta percentuale di acqua, che la rende terreno fertile per i microrganismi, soprattutto funghi, viene aggirata preparando farine o marmellate. La farina in particolare è un buon succedaneo per pazienti intolleranti ai cereali e anche per i celiaci in quanto priva di glutine; il “latte” di castagna è utile nell’alimentazione dei bambini allergici al latte vaccino o al lattosio. La castagna è controindicata in caso di diabete.

Infusi o decotti con le foglie

Nella pratica erboristica si utilizzano le foglie per infusi o decotti ad azione antitussiva.

I prodotti naturali per le punture di insetto

mercoledì, 7 luglio 2010

L’estate è il periodo dell’anno in cui il problema degli insetti è più sentito. Esistono numerosi tipi di insetti molesti, la maggior parte dei quali innocua o al più causa di irritazioni locali che risolvono in breve tempo, sempre che non sussistano fatti allergici; altri sono più pericolosi e portatori anche di malattie serie, come ad esempio le zecche, con la temuta, seppur non frequente, malattia di Lyme o borreliosi, di origine batterica, e l’ancora più insidiosa encefalite virale, endemica, fra i 400 e i 1000 metri slm, in talune regioni alpine del Nord-Est italiano.

I rimedi

I mezzi per poter ovviare a questi spiacevoli inconvenienti sono preventivi, con sostanze insettorepellenti, e terapeutici, con preparati per uso topico (o orali e parenterali in casi più seri). Concentrandoci su principi di origine naturale, ai primi appartengono oli essenziali quali citronella, geranio, eucalipto, olio di neem, basilico, che possono essere usati sia negli adulti che nei bambini. Sono sostanze profumate gradevoli all’uomo ma fastidiose agli insetti che così si allontanano. Un posto di rilievo ha il Ledum palustre, una sorta di rosmarino selvatico, utilizzato insieme ad Apis o ad Arnica anche per via orale in diluizione omeopatica per alleviare i sintomi delle punture.

La stanchezza primaverile

mercoledì, 10 marzo 2010

L’arrivo della primavera è caratterizzato da due disagi variamente diffusi nella popolazione: le allergie, che costituiscono una patologia, e quell’affaticamento che affligge molte persone nel passaggio tra due stagioni, classicamente in primavera e in autunno, ovviamente da distinguere dalla stanchezza secondaria ad una patologia specifica, che andrà quindi trattata con terapie adeguate.

Affaticamento stagionale

Nel caso dell’affaticamento stagionale, il farmacista ha a disposizione diversi rimedi, sia di origine naturale che di sintesi.

Concentrandoci sui primi, il più classico e utilizzato è la pappa reale, ricchissima di proteine (fino al 14%), di zuccheri e di vitamine del gruppo B (in particolare B1, B6, B12), A, C, E.

Mancanza d’appetito

Se la spossatezza si manifesta con mancanza d’appetito ci si può orientare verso il fieno greco, con la sua altissima percentuale proteica (30%) e di saponine ad azione steroidea.

Scarsa concentrazione

La scarsa concentrazione mentale può essere migliorata con l’eleuterococco e il gingko biloba, che presenta però qualche controindicazione in caso di patologie vascolari.

Stress

Il ginseng e l’ashwaganda, pianta di origine indiana, nelle loro varie formulazioni, sono utili come tonici adattogeni.

La febbre e l’omeopatia

mercoledì, 25 novembre 2009

La febbre è una reazione benefica che il nostro organismo attua nei confronti di virus e batteri, nel tentativo di risolvere l’infezione sostenuta dai microrganismi. La febbre può anche essere dovuta ad altre patologie (es. alcuni tipi di neoplasie); noi ci riferiremo solo alla febbre secondaria a sindromi influenzali o a rinofaringiti.
Proprio perché reazione utile e fisiologica, bisognerebbe evitare di utilizzare farmaci per abbassare la temperatura bruscamente, a meno che non si superino i 38/38,5°C, nel qual caso il disagio fisico e, nei bambini, il rischio potenziale di convulsioni (oltre 39,00° C) ne giustificano l’uso.

Rimedi omeopatici

A parte il noto e diffusissimo paracetamolo, esistono alcuni rimedi omeopatici:
- primo fra tutti Aconitum se il rialzo termico è improvviso e il paziente è agitato,
- Belladonna se ha il volto rosso e la cute calda e secca o
- Ferrum Phosphoricum se la febbre è moderata e manifesta tendenze emorragiche (nelle riniti sono frequenti).

Tutti i rimedi qui elencati devono essere assunte a basse diluizioni: la 5CH o la 9CH sono le più indicate.

Vitamina C e zinco per le infezioni virali

giovedì, 17 settembre 2009

Con l’arrivo della stagione autunnale, si ripresenta il problema di alcune infezioni virali responsabili delle malattie da raffreddamento e delle influenze. Oggi abbiamo a disposizione molti prodotti farmaceutici, erboristici o omeopatici per far fronte a questa emergenza e attuare una efficace prevenzione.

VITAMINA C

La vitamina C o acido ascorbico svolge un ruolo importante nella modulazione del sistema immunitario.
In natura la si trova in particolare nel frutto della rosa canina e nell’acerola, e ancora in peperoni, kiwi, arance e crucifere. Sempre fra le sue positive azioni immunitarie, favorisce l’assorbimento dello zinco.

ZINCO

Lo zinco è un oligoelemento presente in piccole quantità nel nostro organismo e in alcuni alimenti fra cui il lievito di birra, le carote, le noci, i piselli, avente a sua volta una funzione di stimolo dei linfociti T.

Insieme

Grazie al sinergismo delle due sostanze, vengono spesso presentate insieme in diversi prodotti erboristici che ne contengono la razione giornaliera raccomandata.

Consigli dietetici per l’estate

lunedì, 1 giugno 2009

L’avvicinarsi della stagione estiva comporta una serie di piccoli accorgimenti per affrontare con successo il caldo, ad esempio assumere regolarmente integratori di sali minerali, in particolare magnesio e potassio, soprattutto per chi soffre di pressione bassa. E’ utile preferire in tavola la frutta (attenzione però ai succhi in particolare industriali per chi soffre di esofagite o gastrite) e soprattutto la verdura di stagione. Questi alimenti contengono infatti una elevata percentuale di acqua, indispensabile per reintegrare quella persa con la sudorazione, sali minerali, vitamine, pochi grassi. In generale si può dire che le verdure scure e a foglia larga sono ricche di acido folico, ferro, riboflavina, magnesio e potassio. Le verdure gialle (peperoni, pomodori, carote) contengono una elevata concentrazione di vitamina A e C a potente azione antiossidante. Non è trascurabile la presenza di fibre che agiscono favorevolmente sulla funzione intestinale. Ottimo anche il consumo di carboidrati a lenta cessione (pasta, riso, cereali), poca carne e un aumento del consumo di pesce (indispensabile per l’apporto di fosforo e di acidi grassi omega 3).

Il magnesio

sabato, 2 maggio 2009

Il magnesio è un minerale basilare per il corretto funzionamento dell’organismo: si trova largamente diffuso sulla crosta terrestre e disciolto in buona quantità nell’acqua del mare.

Fabbisogno

Il nostro corpo ha bisogno di introdurre circa 600 mg. di magnesio al giorno attraverso una dieta bilanciata e corretta.

Broccoli, noci, crostacei, pesci d’acqua dolce e di mare, germe di grano o di soia, il cacao e gli spinaci sono ottime fonti di magnesio.

Indispensabile per

Indispensabile per la corretta trasmissione degli impulsi nervosi e per la funzionalità muscolare e cardiaca, è utile nella formazione delle ossa e dei denti e, nell’anziano, nei disturbi cognitivi e nell’ ipertensione.

Sintomi carenza magnesio

Una sua carenza può provocare contrazioni muscolari anomale come crampi notturni, stanchezza e a volte aritmia, oltre ad un aumento dell’adrenalina e della noradrenalina che alimentano lo stato ansioso e l’insonnia. Una riduzione dell’assorbimento intestinale del magnesio può determinare la sindrome dolorosa premestruale e l’irritabilità cui spesso si associa. Moltissimi processi biochimici sono mediati dal magnesio compresa la regolazione dei livelli di insulina.

Le allergie primaverili

mercoledì, 1 aprile 2009

Per allergia si intende una reazione abnorme da ipersensibilità a sostanze, denominate allergeni, normalmente innocue. Il sistema immunitario allora reagisce a questa intromissione estranea producendo una forte quantità di istamina, responsabile dei sintomi caratteristici delle allergie quali:

  • rinite (si parla infatti di rinite allergica),
  • orticaria,
  • lacrimazione
  • e, nei casi più seri, broncospasmo e asma.

Riniti allergiche (pollinosi)

Per quanto riguarda le riniti allergiche (pollinosi), si distinguono:

  1. i tipi primaverili causati essenzialmente da pollini di alberi,
  2. i tipi estivi causati invece da pollini di erbe e
  3. quelli autunnali i cui responsabili sono da ricercare in alcune specie di erbe selvatiche.

Naturalmente la casistica è molto ampia e può comprendere anche spore fungine aeree e altro ancora.

Trattamento farmacologico

Il trattamento farmacologico standard prevede la somministrazione di antistamici per contrastare la iperproduzione di istamina e, nei casi più severi, di cortisonici da soli o in associazione.

Omeopatia per il mal di gola

venerdì, 2 gennaio 2009

Il mal di gola è un sintomo tipico della stagione fredda, può presentarsi da solo o essere accompagnato da raffreddore e febbre e inserirsi quindi in un quadro sintomatologico influenzale.

La letteratura omeopatica propone a questo proposito un ampio spettro di rimedi.

Belladonna

Belladonna in bassa diluizione (5, 9 CH) è spesso risolutiva in caso di esordio repentino e violento, gola estremamente arrossata e secca con dolore che si irradia alle orecchie (soprattutto a destra). È presente sete intensa.

Apis

Apis (5, 9 CH) si differenzia da Belladonna in quanto l’edema è roseo e il paziente non ha sete; l’ugola è gonfia e la sensazione è come di una fitta o di una puntura come quella prodotta, appunto, da un’ape.

Mercurius solubilis

Mercurius solubilis (5 CH) è fondamentale se le tonsille sono infiammate con tendenza a suppurare e i gangli della nuca e del collo sono ingrossati.

I rimedi citati sono quelli basilari per il trattamento del mal di gola stagionale, altri possono essere aggiunti in base ai sintomi chiave. La posologia media è di 3 granuli 3 volte al giorno anche in associazione.

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