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Archivi per la categoria ‘Omeopatia’

Aloe: una pianta dai molteplici impieghi

martedì, 23 giugno 2015

Caratteristiche botaniche, chimica, forme farmaceutiche, proprietà terapeutiche ed effetti collaterali.

Il genere “Aloe”, comprende un nutrito gruppo di piante grasse xerofite perenni, appartenenti alla famiglia delle Liliacee. Il genere è originario dell’Africa e comprende circa 360 specie (Aloe vera, A. barbadensis, A. ferox, A. perryi, A. perfogliata ecc…), tutte caratterizzate da foglie carnose, lanceolate e dentellate ai margini e all’apice.

Aloe Vera

La più utilizzata in fitoterapia è l’Aloe Vera, da cui si ricava il succo e il gel. Il succo, ottenuto per percolazione o estrazione dalle foglie è ricco di sostanze antrachinoniche (aloina A e B), alosina, aloesina, feroxina e feroloside. Contiene inoltre vitamine (vitamina A, C, E, e alcune del gruppo B), minerali (ferro, rame, calcio ecc…), zuccheri semplici (glucosio, mannosio), aminoacidi, acidi grassi, ormoni vegetali, fosfolipidi ed enzimi.

Proprietà farmaceutiche

In farmacia, il succo viene usato come lassativo con il pregio di non determinare assuefazione e come drenante spesso associato ad altri estratti vegetali (tarassaco, gramigna). Il gel è usato per via esterna come emolliente e lenitivo; particolarmente indicato per il trattamento delle scottature, eritemi, ferite e punture d’insetto. Inoltre è usato per la sua azione filtrante dei raggi solari, per le sue proprietà antiossidanti, riepitelizzanti e cicatrizzanti: infatti stimola la formazione di fibroblasti, precursori delle cellule epiteliali e del tessuto connettivo. Infine, a questa pianta sono attribuite attività antinfiammatorie ed antidolorifiche, mediate dall’inibizione della produzione di prostaglandine.

Forme farmaceutiche

In farmacia è possibile trovare una vasta serie di prodotti a base di aloe: gel, creme, dentifrici, succhi ecc… In fitoterapia si usa la tintura madre del succo concentrato, mentre in omeopatia i granuli (5CH), per il trattamento delle emorroidi.

Controindicazioni ed effetti collaterali

I preparati a base di aloe per uso interno non vanno assunti per periodi prolungati, per evitare l’insorgenza di crampi addominali, vomito, eccessiva perdita di elettroliti.
Tra gli effetti indesiderati ricordiamo anche le reazioni allergiche. È controindicata in gravidanza, allattamento e per bambini di età inferiore ai 12 anni. Possibili interazioni riguardano reazioni di potenziamento dell’effetto di antidiabetici orali e dell’idrocortisone acetato.

I prodotti naturali per le punture di insetto

mercoledì, 7 luglio 2010

L’estate è il periodo dell’anno in cui il problema degli insetti è più sentito. Esistono numerosi tipi di insetti molesti, la maggior parte dei quali innocua o al più causa di irritazioni locali che risolvono in breve tempo, sempre che non sussistano fatti allergici; altri sono più pericolosi e portatori anche di malattie serie, come ad esempio le zecche, con la temuta, seppur non frequente, malattia di Lyme o borreliosi, di origine batterica, e l’ancora più insidiosa encefalite virale, endemica, fra i 400 e i 1000 metri slm, in talune regioni alpine del Nord-Est italiano.

I rimedi

I mezzi per poter ovviare a questi spiacevoli inconvenienti sono preventivi, con sostanze insettorepellenti, e terapeutici, con preparati per uso topico (o orali e parenterali in casi più seri). Concentrandoci su principi di origine naturale, ai primi appartengono oli essenziali quali citronella, geranio, eucalipto, olio di neem, basilico, che possono essere usati sia negli adulti che nei bambini. Sono sostanze profumate gradevoli all’uomo ma fastidiose agli insetti che così si allontanano. Un posto di rilievo ha il Ledum palustre, una sorta di rosmarino selvatico, utilizzato insieme ad Apis o ad Arnica anche per via orale in diluizione omeopatica per alleviare i sintomi delle punture.

La febbre e l’omeopatia

mercoledì, 25 novembre 2009

La febbre è una reazione benefica che il nostro organismo attua nei confronti di virus e batteri, nel tentativo di risolvere l’infezione sostenuta dai microrganismi. La febbre può anche essere dovuta ad altre patologie (es. alcuni tipi di neoplasie); noi ci riferiremo solo alla febbre secondaria a sindromi influenzali o a rinofaringiti.
Proprio perché reazione utile e fisiologica, bisognerebbe evitare di utilizzare farmaci per abbassare la temperatura bruscamente, a meno che non si superino i 38/38,5°C, nel qual caso il disagio fisico e, nei bambini, il rischio potenziale di convulsioni (oltre 39,00° C) ne giustificano l’uso.

Rimedi omeopatici

A parte il noto e diffusissimo paracetamolo, esistono alcuni rimedi omeopatici:
- primo fra tutti Aconitum se il rialzo termico è improvviso e il paziente è agitato,
- Belladonna se ha il volto rosso e la cute calda e secca o
- Ferrum Phosphoricum se la febbre è moderata e manifesta tendenze emorragiche (nelle riniti sono frequenti).

Tutti i rimedi qui elencati devono essere assunte a basse diluizioni: la 5CH o la 9CH sono le più indicate.

La congiuntivite

domenica, 1 febbraio 2009

Per congiuntivite si intende una infiammazione della congiuntiva, la membrana trasparente che ricopre il bulbo oculare e delinea le palpebre.

Le cause

Le cause della congiuntivite possono essere tantissime:

  • virus,
  • batteri,
  • allergie o anche
  • l’esposizione ad agenti irritanti, lampade UVA, il vento, la polvere, il riflesso della neve, fumo e altro.

Sintomi

Ne vanno soggetti sia i bambini che gli adulti e si manifesta con arrossamento dell’occhio, lacrimazione, prurito, gonfiore e secrezioni purulente nelle forme più serie e sostenute da microrganismi.

La terapia convenzionale

La terapia convenzionale consiste nella somministrazione di colliri a base antibiotica, cortisonica o anti istaminica a seconda dell’eziologia.

La terapia omeopatica

In ambito omeopatico sono menzionate Chamomilla 5CH ed Euphrasia 5CH in granuli o sotto forma di collirio; Pulsatilla è suggerita in caso di pus giallastro che rende l’occhio appiccicoso soprattutto al mattino al risveglio. Impacchi freschi di camomilla, eufrasia, fiordaliso e acido borico possono dare temporaneo sollievo e nei casi meno severi risolvere completamente l’infiammazione.

Omeopatia per il mal di gola

venerdì, 2 gennaio 2009

Il mal di gola è un sintomo tipico della stagione fredda, può presentarsi da solo o essere accompagnato da raffreddore e febbre e inserirsi quindi in un quadro sintomatologico influenzale.

La letteratura omeopatica propone a questo proposito un ampio spettro di rimedi.

Belladonna

Belladonna in bassa diluizione (5, 9 CH) è spesso risolutiva in caso di esordio repentino e violento, gola estremamente arrossata e secca con dolore che si irradia alle orecchie (soprattutto a destra). È presente sete intensa.

Apis

Apis (5, 9 CH) si differenzia da Belladonna in quanto l’edema è roseo e il paziente non ha sete; l’ugola è gonfia e la sensazione è come di una fitta o di una puntura come quella prodotta, appunto, da un’ape.

Mercurius solubilis

Mercurius solubilis (5 CH) è fondamentale se le tonsille sono infiammate con tendenza a suppurare e i gangli della nuca e del collo sono ingrossati.

I rimedi citati sono quelli basilari per il trattamento del mal di gola stagionale, altri possono essere aggiunti in base ai sintomi chiave. La posologia media è di 3 granuli 3 volte al giorno anche in associazione.

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